Salvami dagli uragani.
[Anthea Barrale,14 | Palermo,Italia]
Una ragazza che va alla ricerca di una vita migliore. Che sogna sempre di diventare ciò che in realtà,non potrà mai essere. Che non riesce a fingere sorrisi, perché non ha niente da nascondere, tanto comunque nessuno si accorge di lei. Nauseata ,nata in un'epoca troppo sbagliata. Inadatta anche in una stanza vuota. Vuota come lei. Continuamente sul punto di piangere. Pessimista dicono, ma le preferisce il termine "realista". Un fiore nell'asfalto. Perennemente piena di rimorsi. Senza più voglia di rispondere ai 'come sai?' della gente.

Questa ragazza sono io.

Crescere in quattro pratici passaggi.

entropiclanguage:

  1. Pensi di sapere tutto.
  2. Ti accorgi di non sapere un cazzo.
  3. Impari qualcosa di nuovo.
  4. Ripeti dal punto 1.
"E io giuro che non sopporto nessuno che mi tocca i capelli. Ma se mi venissi a toccare,ti sopporterei.”
— A.B.
"Immaginare il futuro sa di rimpianto”
— J.Green
"Che significa se quando ti penso mi viene l’ansia?”
— Iltrentesimodiottobre
"Lo odio perché lo amo troppo.”
— (via iltrentesimodiottobre)
"Non ce la faccio a guardarti mentre le sorridi.”
— (via iltrentesimodiottobre)
"Lo odio perché lo amo troppo.”
"Potrà anche corroderla l’aceto, ma se una perla è autentica, lo resterà per sempre.”
Sara Cassandra (via cassandrablogger)
"Nevrotico per scelta, non per errore, e nemmeno per sventura, si professò.
Allora, in tanti, gli domandarono quale vantaggio avrebbe potuto conferirgli una scelta tanto bizzarra, insolita.
È molto semplice, spiegò lui:
“La vita viene filtrata attraverso una lente d’ingrandimento, e come accade con tutte le lenti d’ingrandimento che si rispettino, i dettagli s’ingigantiscono, e le formiche bruciano col Sole.
Il nevrotico è il nomade dei nomadi.
È il viaggiatore che, quando parte, è perennemente in dubbio il suo ritorno.
Egli va, va a conoscere le zone ignote che i sani di mente mai percepiranno. Talora trascrive quelle sensazioni inconsce da qualche parte, e rischia grosso, perché rischia di non essere compreso dai più.
Il sesto senso, ecco.
Il sesto senso è proprietà del nevrotico.
Il mistero che è al di là delle Cose, la prospettiva metafisica del mondo, il divino, l’Assoluto: tutti terreni profondamente minati per il sano di mente.
Sono esattamente i suoi limiti conoscitivi che lo portano ad aggrapparsi a una dottrina già conosciuta e approvata, attestata, da altri; i suoi limiti lo spingono a cercare un’illusione che gli permetta di sopportare meglio la condizione materiale dell’esistenza.
La religione cattolica ne è un chiaro esempio: “oppio per il popolo” direbbe Marx.
L’ignoto, per l’uomo comune, rappresenta una meta così lontana, ma così lontana, che probabilmente gli toccherà aspettare un po’ perfino nell’oltretomba.
La realtà che vedo io è confusa, contornata da un minuscolo cielo bianco ed enormi nuvoloni azzurri (che strano fenomeno, eh?), dove la gente parla cogli occhi e ascolta colle labbra, le api si cibano di sale e i gatti si cibano di miele, e anche quest’ultima mia percezione irrazionale rassomiglia ad un altro fenomeno totalmente assurdo, siccome i gatti, lo saprete, per natura non sono in grado di sentire il sapore dolce.
Sono un nevrotico per scelta, non per errore, e nemmeno per sventura.
Volevo fare il poeta, e quei nuvoloni azzurri che io posso scorgere e che per voi non esistono, mi hanno insegnato che se volevo descriverli poeticamente, avevo bisogno del sesto senso.
E l’ho trovato, il sesto senso, proprio qui… vedete, negli angoli retti di una lente d’ingrandimento apparentemente rotonda.””

Sara Cassandra/ frammenti del mio futuro libro (via cassandrablogger)

Ma questa ragazza é uno spettacolo! Io voglio leggere quel libro! Troppo.troppo troppo bello! Sei fantastica!

(via neneiry)

Madó!

(via nienteamore)

Fantastica!

(via clesyah)

Dio mio è meravigliosa.

(via abbraccispezzati)

Ok, la amo troppo 😍

(via scommessanostra)

Questa è semplicemente meravigliosa.

(via occhichesiperdonointe)

Sara, ti amo sempre di più. ♥

(via lucerossa)

cassandra, cosa sei?

(via troppiabbraccimairicevuti)

DIO MIO

(via solounpodiamore)

#1

cassandrablogger:

oggi, mentre stavo per entrare dal parrucchiere (finalmente bionda, cazzo), ho intravisto una madre e una figlia uscire dalla profumeria accanto, e un secondo dopo, ho sentito la figlia dire queste parole alla madre:
“ma’, fra un mese il libro di Cassandra, la ragazza di Aversa, non ti scorda’ eh”
volevo fermarle e ringraziare, ma appena mi sono voltata, erano già troppo distanti.

è stata la coincidenza più bella della mia vita.

"

Quella mattina di maggio, la professoressa d’italiano, aveva ingaggiato me per scrivere un articolo, destinato al giornalino scolastico, che avesse come tema principale il rapporto tra malattia e cancro. Mi aveva, inoltre, assegnato un compito: il pomeriggio mi sarei dovuta recare all’ospedale della mia città per intervistare un malato terminale.
“È una cosa che non condivido. Con permesso, mi sottraggo a quest’incarico, professoressa.”
E rifiutai quella merda.
Però, ecco, mi premeva davvero far visita a un malato terminale. Ne avevo bisogno. Avevo bisogno di vedere la morte confondersi con la vita sul volto di qualcuno. Il perché ne avessi bisogno, lo capirete con l’avanzare delle mie parole.
Così, alle 19:00, mi recai in ospedale, al reparto di Oncologia.
Non portai con me quadernini, penne o registratori di alcun tipo. Portai con me cervello e cuore.
Fanculo le interviste.
Passeggiavo nel corridoio enorme di quel reparto. Sentivo l’eco dei miei passi. Ero sola.
Maledetti ospedali, pensai tra me e me, qui è tutto così spaventosamente bianco ma di luminoso non c’è niente. A un tratto avvertii un profumo strano, quasi gradevole, di fiori d’arancio.
Sì, quella era la stanza giusta. Entrai.
“Salve” mormorai piano.
“Chi è?” rispose una sagoma maschile sotto le lenzuola bianche.
Si era coperto tutto il viso, quell’uomo.
“Posso entrare?”
“Ma lei chi è?”
“Sono solo una ragazza stanca di parlare con chi non sa apprezzare il dono della vita. Sono una ragazza che vorrebbe parlare con te, con te che sai qualcosa che io non so.”
La sagoma sotto le lenzuola iniziò a muoversi lentamente, e lentamente divenne carne. Quell’uomo si tirò su, scoprendo il suo volto: bianco come le lenzuola, bianco come l’ospedale. Era calvo. Lo immaginavo. Ma era bello, bello nei suoi occhi rossi e rassegnati.
“Di cosa vuole parlare, signorina?”
“Ci possiamo dare del tu? Perché io vorrei esserle amica.”
“Vuoi essere amica di un malato terminale?”
“Tutta la gente a cui sono amica è malata. È malata di una malattia ben più grave. È malata d’insoddisfazione. Come ti chiami?”
“Mi chiamo Paolo. Tu vuoi che io ti dica cosa si prova? A essere morto a trent’anni? Guardami! Ormai sono un’anima consumata dentro un corpo inconsistente.”
Parlava con fili sconnessi di voce, di una voce che non sembrava umana, e a tratti s’innalzava a diventare acuta e stridula, sembrava piuttosto una voce a metà strada fra la terra e l’aldilà.
“Sei l’ennesima vittima dell’ira di un dio infame. O della natura. O dell’umanità tossica. Ma non sei un’anima consumata, tu di anima ne hai da vendere, secondo me.”
“Potessi essere anche io giovane e forte come te, mia cara. Potessi tornare indietro.”
“Cosa faresti?”
“Correrei.”
“Correresti?”
“Sì, sincronizzerei l’energia dei miei piedi con quella del vento. Correrei per sentirmi vivo, e correrei per raggiungere i miei sogni.”
“Qual era il tuo sogno?”
“Correre, proprio correre. Ho vinto anche un paio di medaglie, guarda lì.”
Mi indicò l’armadietto dietro di me. Osservai quelle medaglie d’oro con le lacrime agli occhi.
“Non piangere, signorina. Fai della mia debolezza la tua forza.”
“Io… no è che, mi dispiace così tanto. So cosa voglio dalla vita, e combatto ogni giorno con la paura che la malattia si appropri dei miei sogni e me li porti via.”
“Non farti prendere dalla paura, la paura è acido muriatico. Ti brucia viva. In fondo la salute stessa supera la paura di perderla, quando c’è la salute, c’è davvero tutto.”
“Lo so. Una mia amica non lo sa però. Lei è convinta che l’amore sia tutto. Piange tutte le notti per un tipo, ha tentato varie volte il suicidio, è sempre triste. Non so come dirglielo che lei ha una vita davanti e non deve sprecarla per un’altra persona.”
“Se alla tua amica venisse un cancro, sono sicuro che rivaluterebbe la sua intera esistenza. Penserebbe che l’amore è solo la mera illusione di vivere più felici. Poi penserebbe anche che, appena l’amore se ne va, l’illusione scompare, e si vive più tristi.”
“Come faccio a farle capire che sbaglia?”
“Portala da me.”
“Non voglio disturbarti.”
“Anche se la vita mi ha privato di correre, mi rimane la forza della parola. E voglio usarla per fare del bene, finché non mi sarà tolta anche quella.”
“Grazie.”

***

"Allora, ieri sei andata all’ospedale? Hai preso appunti? Dai, muoviamoci che fra un mese esce già il giornalino."
“Ci sono andata, professoressa. Ma non ho preso appunti.”
“Cosa? Che stai dicendo?”
“Ci sono andata. Lui ha detto che devo inseguire i miei sogni. E il mio sogno non è diventare una giornalista viscida come vuole lei, il mio sogno è diventare una scrittrice.”

cassandrablogger

Ogni volta che leggo quello che scrivi piango. Mi trasmetti forza. Grazie di cuore. Un giorno, noi potremmo dire ‘l’ho conosciuta, quando non era ancora così famosa. Il successo non l’ha cambiata, è ancora la ragazza splendida che scriveva su Tumblr.’

(via inlovewitheyesthatineverlooked)

Tu sei qualcosa di puro e di speciale.
Piango.

(via sguardobassonellabisso)
ho sentito i brividi

(via think-now-or-never)

Quanto posso amarla.

(via attraversoituoiocchi)

Piango.

(via ilmareinsilezio)

"Imparai a mie spese che certe parole, all’apparenza belle, sarebbe stato meglio non comprenderle mai, perché celano significati un po’ meno belli.
E tu eri una poesia da non parafrasare.”

Sara Cassandra (via cassandrablogger)

Quanto mi ritrovo in queste parole, grazie Sara

(via latuaragazzariccia)

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